meltin copia Meltin'Spot
giovedì, 06 settembre 2007 - settembre 06, 2007 19:31

AlitaliaCargo

Tutti noi ormai in modo consapevole o inconsapevole ci siamo resi conto del valore che il tempo ha nell'attuale società. Alitalia Cargo, lo mette in mostra proprio con tale spot verbovisivo, in cui lo scatto, la velocità, divengono i punti di forza del marchio.

Lo Spot, disposto dall'alto verso il basso per una lettura visiva a "Z", nelle sue componenti rimanda sul piano dei contenuti ad una dimensione di sportività agonistica in cui la velocità, la rapidità dell’esecuzione, rappresentano l'unico metro di giudizio.

L’oggetto scarpa manipolato, rimanda esplicitamente attraverso la figura retorica della metonimia (una parte per il tutto: l’ala di coda) alla metafora in gioco della velocità di spedizione dell’alitalia cargo, che viene inoltra enfatizzata dalla scelta delle categorie cromatiche (bianco rosso e verde).

L'enunciazione dello spot, propone qui un discorso oggettivante che narra un evento possibile, utile a mettere in evidenza l'obiettività aziendale e una valorizzazione di tipo pratico-critico.

di Matteo Scutiero

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lunedì, 09 luglio 2007 - luglio 09, 2007 22:09

Questo è lo spot della Nuova Fiat 500. Specialmente negli ultimi giorni, l'ingresso sul mercato di questa utilitaria, è stato un potente fenomeno mediatico. Tutti non fanno altro che parlarne, ma in questo spot, l'automobile vera e propria, viene rappresentata solo alla fine e per pochi secondi. Il messaggio pubblicitario è molto più lungo del normale (circa un minuto e mezzo) e ripercorre un po' la storia che la vecchia 500, che tutti conosciamo, ha scritto nelle pagine degli italiani. Il tutto avviene attraverso le immagini di personaggi noti quali Ciampi, Alberto Sordi, Coppi e Bartali, Madre Teresa di Calcutta e tanti altri. Tutte queste immagini sono proiettate in una sala dove gli spettatori sono bambini, mentre una voce fuori campo commenta le immagini e c'è una connessione tra quest'ultime e le parole dello speaker. Verso la fine compare il copy che recita: "La Nuova Fiat appartiene a tutti noi". E proprio tra queste due frasi compare l'immagine della Nuova 500, vera protagonista dello spot. Lo spot si chiude con un susseguirsi di tutti i loghi della Fiat che ne hanno fatto la storia. BUONA VISIONE!!!

 

di FEDERICO RIZZELLI

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lunedì, 02 luglio 2007 - luglio 02, 2007 22:36

Il Marchio
Dolce&Gabbana è il Sogno: un luxury brand d’inarrivabile fascino che si distingue per l’elevato appeal e per l’originalità stilistica dei suoi capi ed accessori. Un marchio che si evolve negli anni senza stravolgersi. Uno stile inconfondibile e senza tempo, espressione di un lusso non convenzionale, che stagione dopo stagione coniuga l’innovazione con la forte impronta mediterranea delle origini. Caratteristiche opposte e complementari che ne costituiscono l’essenza più profonda.
La clientela Dolce&Gabbana è composta da uomini e donne che vivono intensamente, amano distinguersi e concepiscono il vestire come un’espressione della propria personalità e del proprio stile di vita.
Il mondo D&G è un mondo dinamico, in continua evoluzione.
Lo stile D&G è la rappresentazione dell’universo giovanile, raccoglie idee e ispirazioni dalle diverse origini etniche e culturali; è uno stile cosmopolita.

D&G Time ha conseguito nel tempo ottimi risultati, riaffermando la leadership fra i marchi fashion nel mercato italiano, divenendo uno dei principali player nel contesto europeo ed acquisendo visibilità e rilevanza nei mercati asiatici.
Per mantenere la posizione acquisita nei principali mercati e incrementare ulteriormente il suo potenziale di sviluppo nei restanti paesi realizza costantemente un’attività di comunicazione di grande impatto e visibilità.
 
Un esempio di tale attenzione nella comunicazione è dato dallo spot D&Gtime 2007, che ho appunto scelto di commentare per la sua originalità, per la sua forza di impatto e per il suo stile giovanile.
 
Linguaggio corporeo come motore semiotico
 
Lo spot di una durata media di 30 secondi è definito da diverse inquadrature in cui l’oggetto di valore (i diversi orologi della collezione d&gtime) viene costantemente accompagnato da scene di forte sensualità in cui corpi sinuosi seducono lo spettatore al livello passionale attraverso pose e atteggiamenti.
L’oggetto in questione trae dunque valore dalla capacità di far senso del corpo che si propone come istanza discorsiva vivente all’interno del testo.
Le isotopie ossia le linee di coerenza semantica che possiamo riscontrare all’interno del testo si rifanno a temi come sensualità, dinamismo, divertimento,anticonformismo, convivialità e cosmopolitismo simbolicamente sintetizzate dagli accessori proposti dalla linea D&GTime.
 
 
L’enuniciazione
 
La prima inquadratura rappresenta un enunciazione enunciata in cui l’oggetto di valore in questione (L’orologio D&G)  sembra rivolgersi a noi.
Nella seconda inquadratura viene introdotta una particolare tecnica di split screen (divisione dello schermo in più inquadrature) che permette di proiettare all’interno del testo diversi punti di vista di uno stesso spazio in un determinato tempo.
Il discorso enunciativo si svolge in un gioco altalenante tra debrayage ed embrayage.
La bocca in primo piano che segue l’inquadratura iniziale dell’orologio D&G (che scorre in pochi attimi dalle 10:09 min alle 10:20) rappresenta un interpellanza dello spettatore chiamato nuovamente ad aderire soggettivamente al testo.
Da questo punto in poi le differenti inquadrature danno vita ad un discorso alternato di tipo oggettivante/soggettivante che propone all’osservatore un continuo cambio di prospettiva nella lettura del testo, definendo uno spazio di azione che è quello tipico dell’ambiente di intrattenimento serale (un disco-club) in cui soggetti di differenti razze ed etnie entrano in armonia attraverso il ballo e giochi di seduzione.
Il richiamo allo spettatore si fa gradualmente più esplicito ed intenso attraverso tecniche di enunciazione enunciata sempre più forti.
Da elementi metonimici come bocca e occhi che nelle prime battute si rivolgono allo spettatore si passa a soggetti interni al testo che sembrano improvvisamente attraversare lo spazio narrativo, e valicando i confini definiti dallo split screen sembrano incamminarsi verso il pubblico che viene interpellato in maniera evidente.
La penultima inquadratura infine propone nuovamente una bocca che in maniera aggressiva addenta uno dei pezzi della linea D&Gtime ostentandolo verso lo spettatore.
L’inquadratura finale di durata prolungata riporta lo schermo splittato ad unico schermo concentrando così l’attenzione sul marchio
 
 
Struttura discorsiva
 
Al livello figurativo riconosciamo nel testo gli Orologi della linea  D&G, costantemente collegati a corpi o parti del corpo che al livello profondo connotano una seduzione da cui l’oggetto prende valore.
 
Al livello plastico possiamo notare una dimensione cromatica molto varia che attraverso l’uso di diverse tonalità enfatizza il contesto euforico e cosmopolita.
La dimensione eidetica ossia linee e forme privilegiano una curvilinearità che esalta i pezzi della linea D&G  attraverso rime e contrsati eidetici.
La dimensione topologica ossia la disposizione spaziale del testo è fondamentale in quanto predispone 2 bande ai poli dello schermo che collegate alla narrazione centrale la incorniciano.
 
Infine va evidenziato il ruolo del Sincretismo linguistico, lo strumento che fonde in un continuum armonico immagini e suoni, allo scopo di stimolare diversi sensi e far presa sullo spettatore al livello sinestesico. 
 
Struttura narrativa
 
La struttura narrativa di tipo frammentario, non procede ad una narrazione lineare ma rimanda a frammenti narrativi  che esprimono i valori già citati di sensualità, dinamismo, divertimento,anticonformismo, convivialità e cosmopolitismo offrendo allo spettatore il mondo possibile legato al marchio.
 
 
Conclusione
 
D&G time dunque in linea con i propri valori aziendali propone uno spot di forte seduzione che mira ad un target ben definito proponendo non semplici accessori ma uno stile di vita, un mondo possibile: Il mondo D&G.
di Matteo Scutiero
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venerdì, 29 giugno 2007 - giugno 29, 2007 18:59

Society has traditionally always tried to find scapegoats for its problems.
Well,Here I Am.
Anche questo videoclip come quello precedentemente postato è frutto della mia passione per la sperimentazione audiovisiva.
Può essere definito come un opera di bricolage, in quanto risultato del recupero e della risemantizzazione di diversi materiali di repertorio che a livello narrativo producono un messaggio ben esplicitato dal Claim finale.
In tutto il videoclip è inoltre mantenuta una particolare attenzione al sincretismo dei linguaggi e al ritmo audiovisivo per restituire un approccio timico passionale basato sul far senso del corpo.
Nel testo, l’immagine di un volto (il mio), presente in maniera poco insistente tra le prime battute, è anche il fotogramma di chiusura, che attraverso uno sguardo sfocato in camera rappresenta una tecnica di enunciazione enunciata che permette la visibilità del performer e riduce le distanze tra enunciatore ed enunciatario.
La parte centrale del videoclip tende invece ad evidenziare, tramite l’uso di frammenti narrativi, il contrasto tra scena e retroscena, ossia tra speranza e nostalgia, tra accettazione ed emarginazione, tra libertà e dipendenza, tra gioia e dolore, tra vita e morte…
Dedico questo lavoro a tutte quelle persone che hanno vissuto e vivono sole, smarrite fra la folla…
                                                                                  di Matteo Scutiero
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venerdì, 25 maggio 2007 - maggio 25, 2007 15:26

Tale videoclip, nasce al livello amatoriale dalla mia passione per la sperimentazione e con l’obbiettivo di tentare un approccio sincretico tra suoni ed immagini definendo un livello discorsivo capace di far presa sullo spettatore a livello sinestesico ma allo stesso tempo definendo un livello narrativo che privilegi il frammento alla compiuta unità narrativa in un gioco di visibilità tra scena e retroscena. 
L’insieme di immagini suoni e gesti portano dunque alla nascita di sistemi di significazione che permettono di entrare in una dimensione passionale capace di rinforzare il legame tra testo e soggetto...
di Matteo Scutiero
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